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Eribulina aumenta la sopravvivenza nelle donne con tumore alla mammella metastatico


The Lancet ha pubblicato i nuovi dati a supporto del ruolo di Eribulina ( Halaven ) come una nuova potenziale alternativa terapeutica nelle donne con tumore alla mammella metastatico, intensamente pretrattate.

Lo studio EMBRACE ( Eisai Metastatic Breast Cancer Study Assessing Treatment of Physician’s Choice Versus Eribulin E7389 ) ha dimostrato che Eribulina ha migliorato in modo significativo, nelle donne con tumore mammario metastatico precedentemente trattate con almeno una antraciclina e un taxano, la sopravvivenza globale, rispetto al trattamento di scelta del medico.
Il trattamento di scelta del medico viene definito come qualsiasi agente chemioterapico singolo, trattamento ormonale o terapia biologica approvati per il trattamento del tumore al seno o un trattamento palliativo o la radioterapia eseguiti secondo i protocolli locali.

EMBRACE ha soddisfatto il suo endpoint primario, dimostrando un aumento statisticamente significativo della sopravvivenza globale nella popolazione intention-to-treat ( ITT ) relativo a Eribulina, rispetto al trattamento di scelta del medico di 2.5 mesi [ periodo mediano rispettivamente di 13.1 e 10.6 mesi; p=0.041; tasso di rischio ( HR ) dello 0.81 ].

Lo studio EMBRACE ha dimostrato che Eribulina possiede un profilo di effetti collaterali gestibile; gli eventi avversi più frequentemente osservati in entrambi i bracci comprendevano spossatezza ( 53.7% con Eribulina, 39.7% con il trattamento di scelta del medico ) e neutropenia, oppure livelli insolitamente bassi di leucociti neutrofili ( 51.7% con Eribulina, 29.6% con il trattamento di scelta del medico ).

Halaven, un nuovo tipo di chemioterapico e primo di questa classe di farmaci, è un inibitore non-taxanico della dinamica dei microtubuli appartenente al gruppo di agenti antineoplastici della classe delle alicondrine. È un analogo di sintesi strutturalmente semplificato dell’Alicondrina B, un prodotto naturale isolato dalla spugna di mare Halichondria okadai.

Il Comitato scientifico CHMP ( Committee for Medicinal Products for Human Use ) dell’EMA ( European Medicine Agency ) ha espresso un giudizio positivo sull’uso di Halaven come monoterapia nel trattamento dei pazienti con carcinoma mammario avanzato localmente o metastatico in progressione dopo almeno due regimi chemioterapici per la malattia in stadio avanzato.
La precedente terapia deve avere incluso una antraciclina e un taxano, tranne quando i pazienti non erano stati ritenuti idonei per questi trattamenti.

In tutto il mondo, ad oltre un milione di donne viene ogni anno diagnosticato un tumore mammario, incluse 421.000 donne in Europa. Approssimativamente il 30% delle donne a cui è stato originariamente diagnosticato un tumore mammario in fase iniziale successivamente sviluppa una malattia ricorrente o metastatica, e sebbene 9 donne su 10 a cui è stato diagnosticato un tumore mammario in fase iniziale sopravviva per più di cinque anni, questo valore si riduce fino a circa 1 donna su 10 nel caso di donne con diagnosi di tumore mammario metastatico. La maggior parte delle pazienti con tumore mammario metastatico ha un ridotto tempo di sopravvivenza di circa 18–24 mesi. ( Xagena2011 )

Fonte: Eisai, 2011


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