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Pertuzumab e Trastuzumab neoadiuvanti nel cancro alla mammella HER2-positivo localmente avanzato, infiammatorio, o in fase iniziale


Nell'analisi primaria dello studio NeoSphere, i pazienti che hanno assunto Pertuzumab, Trastuzumab e Docetaxel neoadiuvanti hanno mostrato un significativo miglioramento della risposta patologica completa rispetto a quelli che hanno assunto Trastuzumab e Docetaxel dopo l'intervento chirurgico.

E’ stata riportata la sopravvivenza libera da progressione, la sopravvivenza libera da malattia e la sicurezza a 5 anni.

In questo studio multicentrico, in aperto, di fase 2, randomizzato, pazienti adulte naive al trattamento con tumore alla mammella HER2-positivo localmente avanzato, infiammatorio, o in fase iniziale sono state randomizzate a ricevere 4 cicli neoadiuvanti di Trastuzumab [ Herceptin ] ( 8 mg/kg dose di carico, seguita da 6 mg/kg ogni 3 settimane ) più Docetaxel [ Taxotere ] ( 75 mg/m2 ogni 3 settimane, aumentando a 100 mg/m2 dal ciclo 2 se tollerato; gruppo A ), Pertuzumab [ Perjeta ] ( dose di carico 840 mg, seguita da 420 mg ogni 3 settimane ) e Trastuzumab più Docetaxel ( gruppo B ), Pertuzumab e Trastuzumab ( gruppo C ), o Pertuzumab e Docetaxel ( gruppo D ).

Dopo l'intervento chirurgico, le pazienti hanno ricevuto tre cicli di regime FEC ( Fluorouracile 600 mg/m2, Epirubicina 90 mg/m2, e Ciclofosfamide 600 mg/m2 ) ogni 3 settimane ( le pazienti nel gruppo C hanno ricevuto 4 cicli di Docetaxel prima di FEC ) e Trastuzumab 6 mg/kg ogni 3 settimane per completare il trattamento a 1 anno ( 17 cicli in totale ).
La randomizzazione è stata effettuata stratificando per tumore della mammella operabile, localmente avanzato e infiammatorio, e dalla positività al recettore degli estrogeni e/o progesterone.

Le analisi di sicurezza sono state fatte in base al trattamento ricevuto.

L'endpoint primario ( risposta patologica completa ) era stato riportato in precedenza; gli endpoint secondari qui riportati sono la sopravvivenza libera da progressione a 5 anni ( analizzata nella popolazione intention-to-treat ) e la sopravvivenza libera da malattia ( analizzata nei pazienti che hanno avuto un intervento chirurgico ).

Tra il 2007 e il 2009, 417 pazienti eleggibili sono state randomizzate al gruppo A ( 107 pazienti ), al gruppo B ( 107 pazienti ), al gruppo C ( 107 pazienti ) o al gruppo D ( 96 pazienti ).

Una paziente nel gruppo A si è ritirata prima del trattamento.
Una paziente assegnata al gruppo D ha ricevuto il trattamento del gruppo A, una paziente assegnata al gruppo D ha ricevuto il trattamento del gruppo B, e una paziente assegnata al gruppo B ha ricevuto il trattamento del gruppo C.

Al cut-off clinico, 87 pazienti avevano progredito o erano morte.

I tassi a 5 anni di sopravvivenza libera da progressione sono stati 81% per il gruppo A, 86% per il gruppo B, 73% per il gruppo C e 73% per il gruppo D ( hazard ratio, HR=0.69 gruppo B vs gruppo A, HR=1.25 gruppo C vs gruppo A, e HR=2.05 gruppo D vs gruppo B ).

I risultati della sopravvivenza libera da malattia erano coerenti con i risultati della sopravvivenza libera da progressione e sono stati 81% per il gruppo A, 84% per il gruppo B, 80% per il gruppo C, e 75% per il gruppo D.

Le pazienti che hanno raggiunto una risposta patologica completa totale ( tutti i gruppi combinati ) hanno avuto più lunga sopravvivenza libera da progressione rispetto alle pazienti che non l’hanno raggiunta ( 85% nelle pazienti che hanno raggiunto risposta patologica totale vs 76% nelle pazienti che non hanno ottenuto risposta patologica totale; HR=0.54 ).

Non ci sono stati problemi di sicurezza nuovi o a lungo termine e la tollerabilità è risultata simile tra i gruppi ( periodi di trattamento neoadiuvante e adiuvante in combinazione ).

I più comuni eventi avversi di grado 3 o peggiore sono stati neutropenia ( gruppo A: 71 su 107 pazienti, 66%; gruppo B: 59 su 107, 55%; gruppo C: 40 su 108, 37%; gruppo D: 60 su 94, 64% ), neutropenia febbrile ( gruppo A: 10, 9%; gruppo B: 12, 11%; gruppo C: 5, 5%; gruppo D: 15, 16% ) e leucopenia ( gruppo A: 13, 12%; gruppo B: 6, 6%; gruppo C: 4, 4%; gruppo D: 8, 9% ).
Il numero di pazienti con uno o più gravi eventi avversi è risultato simile tra i gruppi ( 19-22 eventi avversi gravi per gruppo nel 18-22% dei pazienti ).

Il follow-up di sopravvivenza libera da progressione e sopravvivenza libera da malattia a 5 anni ha fornito elementi a sostegno dell'endpoint primario ( risposta completa patologica ) e ha indicato che Pertuzumab neoadiuvante sia utile in combinazione con Trastuzumab e Docetaxel.
Inoltre, suggerisce che la risposta patologica completa totale possa essere un indicatore precoce di risultati a lungo termine nel tumore mammario HER2-positivo in stadio precoce. ( Xagena2016 )

Gianni L et al, Lancet Oncology 2016; 17: 791-800

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